Domaine du Clos des Lambrays
Il Clos de Lambrays ha una lunga storia ed un passato colmo di vicissitudini.
Essendo stato la fonte di alcuni dei più grandi Bourgognes nella prima metà del XX° secolo,
ha conosciuto in seguito alcuni decenni di declino, prima di rinvenire progressivamente al più alto livello.
ha conosciuto in seguito alcuni decenni di declino, prima di rinvenire progressivamente al più alto livello.
Le annate recenti di questa stupenda vigna a Morey-Saint-Denis sono estremamente promettenti.
Dal Medio Evo al periodo fra le due guerre
Il documento più vecchio riguardante il vigneto di cui si è a conoscenza, concerne la sua cessione nel 1258,
da parte dei fratelli Lambrays, all’abbazia di Cîteaux.
da parte dei fratelli Lambrays, all’abbazia di Cîteaux.
Da allora ha passato dei lunghi secoli di tranquillità in mano ai cistercensi, fino al momento in cui la Rivoluzione
ha tolto alla Chiesa le sue terre.
ha tolto alla Chiesa le sue terre.
Dopo questo cataclisma, il Clos si è trovato improvvisamente diviso fra non meno di 74 proprietari
e avrebbe potuto diventare il vigneto più parcellato di tutta la Bourgogne senza Luis Joly,
un negoziante di Nuits, che ha iniziato a riacquistare le particelle dal 1836.
e avrebbe potuto diventare il vigneto più parcellato di tutta la Bourgogne senza Luis Joly,
un negoziante di Nuits, che ha iniziato a riacquistare le particelle dal 1836.
Albert Rodier ha fatto la stessa cosa dal 1865 e dal 1879 il vigneto apparteneva solo a 4 proprietari,
come ai nostri giorni.
come ai nostri giorni.
Camille, il nipote di Rodier, che fu una delle più grandi personalità della Bourgogne e il co-fondatore
della Confraternita del “Tastevin”, portò il vino ad un livello mitico nel periodo fra le due guerre.
Declino e rinascita di un Domaine storico
Rodier vendette il Clos ad un banchiere parigino, René Cosson, nel 1938, e fu questo l’inizio
di un declino lento ma inesorabile durato 41 anni, durante il quale la proprietà
fu progressivamente ignorata e abbandonata.
di un declino lento ma inesorabile durato 41 anni, durante il quale la proprietà
fu progressivamente ignorata e abbandonata.
Le vigne erano estremamente vecchie e si sarebbe dovuto ripiantarle.
I grandi vini prodotti in modo azzardato, soprattutto i più recenti come quelli del 1964, 1969, 1971,
furono più che altro il risultato del caso.
furono più che altro il risultato del caso.
Quando i fratelli Saier acquistarono il Domaine nel 1979, gli abitanti del luogo erano convinti
che il vigneto sarebbe stato più adatto alla caccia che alla viticoltura!
che il vigneto sarebbe stato più adatto alla caccia che alla viticoltura!
I Saier assunsero, quale responsabile, un giovane enologo di Dijon, Thierry Brouin,
e investirono una grossa somma per il restauro della bella residenza e delle istallazioni viticole.
e investirono una grossa somma per il restauro della bella residenza e delle istallazioni viticole.
Nel 1981, ripiantarono la parte Nord del Clos, che nello stesso anno si vide accordare
una classificazione di Grand Cru in riconoscenza della qualità del Terroir.
una classificazione di Grand Cru in riconoscenza della qualità del Terroir.
Brouin migliorò moltissimo il vino, ma i Saier furono obbligati a vendere nel 1994 per problemi finanziari.
Nel dicembre 1996, la salvezza si è concretizzata con Günter Freund e suo figlio Hans Joachim di Coblence.
Clos des Lambrays
Dimostrando un vero desiderio di produrre un vino degno di un Grand Cru, i Freund
hanno incoraggiato Thierry Brouin ad essere più parsimonioso nel rendimento e più rigoroso
nelle selezioni sia nella materia prima che negli assemblaggi finali.
hanno incoraggiato Thierry Brouin ad essere più parsimonioso nel rendimento e più rigoroso
nelle selezioni sia nella materia prima che negli assemblaggi finali.
La metà dell’annata 1994 fu così declassata in Morey-Saint-Denis Priemier Cru,
come il 40% dell’eccellente annata 1995.
come il 40% dell’eccellente annata 1995.
Questa severità era carente nei proprietari precedenti e la differenza è ora visibile.
Si può finalmente apprezzare la vera qualità del Clos des Lambrays: piuttosto vigoroso ma elegante, con deliziosi aromi di pepe e di frutta nera, delle note complesse di minerali,
di tartufo e di terra ed un carattere leggermente affumicato …. È un Bourgogne sublime
ed un compagno splendido per un cappone al tartufo in crosta di sale.




